Chirurgia Vertebro-Midollare

Dott. Pietro Brignardello

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Spondilolistesi e spondilolisi - Dott. Pietro Brignardello

Neurochirurgia - Milano - Roma

Definizione

Il termine spondilolistesi indica una condizione in cui si verifica uno scivolamento in avanti di una vertebra rispetto all’altra. Quando è presente una lesione nella continuità dell’arco vertebrale posteriore si parla di spondilolisi.

Le spondilolistesi vengono classificate in diversi gruppi:

In base al grado di scivolamento della vertebra rispetto all’altra vengono classificate in quattro classi:

Sintomatologia

Il sintomo più frequente è il dolore che può essere sia muscoloscheletrico che radicolare. Generalmente il paziente si lamenta di dolore lombare che si può poi estendere ad uno o entrambi gli arti inferiori.

Diagnosi

La semplice radiografia della colonna lombare nelle due proiezioni (antero-posteriore e laterale) permette già di porre la diagnosi, fornendo anche indicazioni, nella proiezione laterale, sul grado di scivolamento. Nella proiezione antero-posteriore si evidenzia l’eventuale presenza di una scoliosi associata alla spondilolistesi. Utile anche l’esecuzione delle radiografie dinamiche in flesso-estensione che consentono di valutare la severità dell’instabilità. La TAC lombare visualizza bene la componente ossea, in particolare le faccette, la parte interarticolare, il canale spinale e permette anche di evidenziare l’eventuale presenza di una spondilolisi associata. La Risonanza magnetica nucleare fornisce una visione di insieme e fornisce informazioni sullo stato del disco intervertebrale e delle strutture legamentose.

Chirurgia vertebro-midollare: spondilolistesi e spondilolisi

Radiografia in laterale di listesi L4-L5 e L5-S1

 

Chirurgia vertebro-midollare: spondilolistesi e spondilolisi

Nmr di listesi L5-S1 con pseudo ernia L5-S1

Terapia

Nella fase iniziale ed in assenza di deficit neurologici il trattamento è conservativo e consiste sia in una terapia farmacologica con farmaci antiinfiammatori non steroidei e miorilassanti che in trattamenti di tipo fisioterapico. Nei casi non rispondenti alla terapia conservativa o in presenza di deficit neurologici o quando si osserva un progressivo aumento dello scivolamento è indicata la soluzione chirurgica.

Intervento chirurgico

L’intervento consiste nella stabilizzazione con viti peduncolari ed eventualmente nel posizionamento di uno spaziatore (cage) nello spazio discale; quando sono presenti sintomi radicolari è indicata anche una decompressione del canale vertebrale (laminectomia).

E’ invece controversa, e va valutata caso per caso, l’utilità del riallineamento delle due vertebre in quanto non sembra necessario per la scomparsa dei sintomi ed in alcuni casi (specialmente quando non viene effettuata la decompressione) può anche aumentare il rischio di un danno neurologico.

Dopo l’intervento il paziente viene fatto alzare la mattina dopo e dimesso dopo qualche giorno. Può riprendere subito una normale attività evitando grossi sforzi per circa 2 mesi.

 

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